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Il 2010 è stato per ADMO un anno di rievocazioni e di riflessioni, in cui fare il punto della situazione e guardare operosamente verso il futuro.
Il 2 ottobre ADMO Federazione Italiana ha celebrato a Torino, presso la Sala Rossa del Palazzo Civico, vent’anni di attività vissuti con amore e solidarietà nei confronti di chi è colpito da leucemia e altre malattie onco-ematologiche. L’impegno profuso dai volontari e il vostro sostegno, hanno permesso di guardare con soddisfazione ai traguardi conquistati attraverso un costante lavoro di informazione e di sensibilizzazione.
Nel corso del Convegno Nazionale di Torino, di cui è dato ampio riscontro nel numero 34 di ADMONotizie, è stato evidenziato come in questi quattro lustri il Registro Nazionale dei potenziali donatori di Midollo Osseo e Cellule Staminali (IBMDR) sia passato da poche migliaia a 331 mila membri attivi, raggiungendo il quinto posto nel Registro mondiale BMDW, che conta oggi 14 milioni di potenziali donatori anonimi e volontari. Queste cifre contribuiscono a dare fiducia a migliaia di adulti e bambini, che aspirano al trapianto di cellule staminali da non consanguineo, terapia un tempo sperimentale per malati terminali, ora trattamento curativo vero e proprio. E’ per loro che ADMO intende continuare a diffondere la cultura della solidarietà e a reclutare donatori di cellule staminali midollari mediante le attività divulgative nelle scuole, in occasione di eventi e manifestazioni, presso le associazioni dei donatori di sangue, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione come Internet e i social network, in modo tale da raggiungere la preziosa fascia di donatori in età compresa tra 18 e 25 anni.
Il 3 ottobre invece, abbiamo finalmente inaugurato a Villar Perosa “Casa Marisa ADMO”, struttura di accoglienza destinata ai famigliari dei pazienti in cura presso gli ospedali del Pinerolese e del Torinese ma provenienti da altre zone dell’Italia o dall’estero, per permettere loro di star vicini ai propri cari ammalati durante le terapie o il trapianto. Il nostro proposito è quello di aprire la Casa nel 2011 per ospitare, senza costo al di fuori delle spese vive, le famiglie durante il percorso terapeutico dei loro congiunti negli Ospedali limitrofi. Con tale iniziativa ci auguriamo di poter contribuire ad alleviare le sofferenze di persone che, già provate dall’ingresso nella loro vita di questa dura esperienza, possano evitare di affrontare costose sistemazioni o, ancor peggio, dolorose separazioni.
Cari amici, la realizzazione di queste attività è stata possibile grazie alla determinazione dei volontari ADMO di tutto il territorio regionale e nazionale e grazie alla generosità di tante persone che da anni continuano a sostenere ADMO, ciascuno secondo le proprie possibilità.
Ci auguriamo di poter proseguire così, insieme.
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