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| Mercoledì 28 Dicembre 2011 13:16 |
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Un progetto per donare la gioia di vivere - La festa dei limoni
"Roberto ha 10 anni, ed è il figlio di Gabriele Longo, insegnante di matematica e fisica che viene travolto da una terribile malatti. Insieme decidono di combatterla rivolgendosi alla loro passione per la matematica, alla gioia di vivere ed all'amore. Si ride e si riflette molto raggiungendo l'obiettivo di ritrovare l'allegria anche nella cattiva sorte e cercare di fare qualcosa di utile all'unico scopo di guarire". Un libro da leggere tutto d'un fiato, senza sosta perchè è una grande lezione. La firma è del 43enne Marco Braico, arbitro di serie A di pallavolo e professore di fisica e matematica al liceo scientifico Curie di Pinerolo. Ha scritto " La festa dei limoni" (Effatà Editrice, 192 pagine, 13 Euro) in punta di penna, testo acquistabile in libreria e on-line (www.lafestadeilimoni.it), il cui ricavato sarà destinato all'acquisto di apparecchiature per il reparto di Ematologia 2 dell'Ospedale Molinette di Torino. Il romanzo è incentrato sulla sua esperienza di malato per una grave forma di leucemia, da cui è guarito dopo un trapianto di cellule staminali. "Ho scritto questo libro in un anno e mezzo - spiega Braico, primo arbitro della storia del Piemonte ad entrare in prima fascia in serie A1 maschile - per trasferire un messaggio positivo a chi come me ha avuto un'esperienza negativa. L'obiettivo è raccogliere denaro per acquistare personalmente un macchinario per l'ospedale. Abbiamo già venduto 2.500 copie, sul sito ci sono tutte le recensioni di chi l'ha letto. Siamo già alla quarta ristampa". Marco scopre di essere malato nel marzo 2003, mentre il trapianto avviene quattro mesi più tardi, a luglio. Ma perchè la festa dei limoni? "Perchè quando ho cominciato ad avere il primo dolorino, mi trovavo proprio all'omonima festa a Mentone, in Francia. Ma anche perchè i limoni hanno come significato l'essenza della vita. La cosa incredibile è che proprio durante la mia degenza in ospedale mi hanno promosso ad arbitro di serie A". Il mondo del volley si è subito mosso per promuovere il suo romanzo, dimostrando ancora una volta il grande senso umano dello sport. "E' vero. Nei palazzetti mi fanno i complimenti, la federazione ha divulgato in ogni modo il testo, anche attraverso gli organi ufficiali. Io la pallavolo la devo ringraziare: mi ha aiutato ad uscire da quel brutto periodo". La testimonianza più bella, dopo la lettura, è arrivata però da unpapà di un 17enne attualmente ricoverato. "Il ragazzo, dopo aver letto il libro, ha detto: da domani ricomincio a mangiare". L'obiettivo è proprio questo, in fin dei conti. Raccogliere fondi per le apparecchiature è importante, certo. Donare un sorriso e la speranza è però la cosa più bella per chi dà e per chi riceve. Gallery
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